“In via dei matti numero zero”. Una poesia estratta dalla raccolta

Nell’attesa dell’uscita del romanzo Maddalena bipolare, presto sarà pubblicata la mia quarta raccolta di poesie, dal titolo In via dei matti numero zero, con l’editore Piccola Enoteca Letteraria. Con piacere vi trascrivo la prima poesia dal libro. La mistica In un incunabolo di sentimenti difendi sempre la voce più stanca perché lei è la piùContinua a leggere ““In via dei matti numero zero”. Una poesia estratta dalla raccolta”

“Osa con tutta l’anima l’inconscio, il caos del tuo rumore”

Irene Rapelli, blogger che avevamo già ospitato in questo spazio (ecco il link per visitare il suo blog: Il cielo stellato sopra di me) ci dipinge due panorami di dolore ed emarginazione, in cui l’autrice esorta a cantare lo stesso, a sputare fuori l’inconscio. “Ascoltami, la mia ombra / è il rumore che mangio“. PerchèContinua a leggere ““Osa con tutta l’anima l’inconscio, il caos del tuo rumore””

“Quello che in realtà ci graffia l’anima”

Marcello Comitini, blogger (Il disinganno prima dell’illusione), condivide con noi questi versi chiari ma di argomento opprimente (“Soffocati ci guardiamo intorno, / cerchiamo un sogno che ci aiuti a vivere”). La malattia non sembra lasciare tregua, se è proprio il destino ad avere una “mente malata”. Mente malata La mente malata del destino ci trascinaContinua a leggere ““Quello che in realtà ci graffia l’anima””

“Sparire dal mondo dei sani”

Miriam Bruni ci racconta la sensazione di precipitare in un baratro di solitudine. Il disagio psichico è soprattutto questo. Un “cadere all’indietro / nell’aria malata precipitare“. E ancora più amaro è ricordarsi quello che si era stati prima, prima di “sparire dal mondo dei sani“. Speranza nel finale. Cadere caderecadere all’indietronell’aria malata precipitarecrepaccio infinito taglientespietatoContinua a leggere ““Sparire dal mondo dei sani””

“La mia stramba identità”

Immagini oniriche a dir poco inquietanti, una “stramba identità” e la presenza di oscuri animali che non rassicurano. Tutto questo in una poesia di Irene Rapelli (a questo link il suo blog, Il cielo stellato dentro di me) sul tema dello stigma sociale. IL CAPRO Vesto i panni sporchi di qualcunoe le stelle nell’abito diContinua a leggere ““La mia stramba identità””

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